Scenario futuro del Rione Prati


AUTORE: Gaia Pallottino

Ho superato, felicemente o no, non si sa, la soglia dei novant’anni, francamente pensavo peggio!
Oggi vado a fare la solita passeggiata mattutina con Emma, la mia nipotina inglese, che nel frattempo è diventata una splendida ragazza di 25 anni, venuta in vacanza a Roma.
Ci dirigiamo verso piazza Risorgimento, una delle mete preferite, che è diventata una vera piccola giungla verdeggiante.
Il traffico motorizzato è stato confinato sul lato occidentale della piazza, dove funziona in entrambi i sensi.
Con Emma ricordiamo ridendo il frastuono infernale e la puzza del traffico, solo quindici anni fa. Oggi il trasporto pubblico viene realizzato con una capillare rete di tram veloci e silenziosissimi, sullo schema di quelli già in uso a Lione da più di due decenni.
I tram hanno sostituito integralmente gli autobus, ma sono affiancati da navette elettriche, che svolgono servizio su tragitti dove il numero dei passeggeri è molto ridotto o avendo maggiore duttilità, là dove la domanda in certi orari si intensifica: per esempio all’uscita di spettacoli teatri, concerti, eventi sportivi, manifestazioni politiche, ecc. oppure nei luoghi dello shopping natalizio o delle svendite.
Il trasporto privato è praticamente scomparso, quel po’ che sopravvive è riservato ad handicappati, anziani, donne con bambini ed è rigidamente costituito da automobili elettriche.
Come si è già accennato a piazza Risorgimento il traffico in arrivo da via Leone Quarto scorre lungo le Mura vaticane, incrocia via di Porta Angelica e via del Mascherino, entrambe pedonalizzate, e prosegue su via Vitelleschi , nella direzione opposta il traffico fa lo stesso tragitto provenendo però da via Crescenzio.
Il resto della piazza, la porzione di gran lunga maggiore, è integralmente pedonalizzata, come pure via Ottaviano e via Cola di Rienzo, che ne costituiscono ideale prosecuzione.
La piazza è occupata da un grande giardino, in certi punti molto fitto costituito da specie arboree già presenti nel quartiere, con una serie di percorsi un po’ labirintici, più facili quelli per anziani, che trovano anche panchine e fontanelle, per ristorarsi, più sfiziosi e complicati, quelli per i ragazzini, che trovano durante il cammino indovinelli, problemi da risolvere, in un perenne orientering, molto divertente e apprezzato. C’è perfino un percorso a grande altezza sugli alberi, con un sistema di corde e passerelle, adeguatamente protette da reti per far provare a chi se la sente, di guardare il mondo dall’alto.
Anche nelle due strade pedonalizzate la vegetazione ha preso grande spazio. Via Ottaviano ha acquistato belle alberature di Gingko biloba, poste ai lati dei marciapiedi, piuttosto allargati, rispetto al passato, mentre al centro della strada è rimasta solo una corsia per il passaggio di mezzi di emergenza.
In via Cola di Rienzo, che era già alberata nel passato con alberi di Giuda, sul lato destro della strada, venendo da piazza Risorgimento, è stata creata una seconda fila di alberi (qui sono stati scelti i tigli, che in tarda primavera offrono ai passanti il loro profumo) a breve distanza dalla prima. Tra le due file di alberi c’e un percorso, che consente di camminare al sole d’inverno, quando gli alberi sono spogli, mentre nel grande caldo estivo, permette tranquillamente di passeggiare all’ombra.
Quella, d’estate, è la meta preferita di Emma, che con la sua pelle bianchissima, non sopporta troppo il sole, tanto che da bambina, camminava sempre sul lato ombroso dei vicoli di Roma.
I marciapiedi di queste due strade, ma anche di viale Giulio Cesare e di tantissime altre strade di Roma, sono stati liberati dalla presenza delle bancarelle abusive e non, che facevano tanto discutere per il loro portato di ingombro, rumore, traffico aggiuntivo e concorrenza sleale nei confronti dei negozi davanti ai quali si piazzavano, fino a quando un sindaco particolarmente coraggioso, visto che dietro ai bancarellari c’erano poteri forti e mafie, ha deciso di trovare una soluzione, che fosse il meno possibile penalizzante per i lavoratori e liberasse Roma da questo vero e proprio cancro, che serpeggiava per moltissime strade e piazze della città. In particolare in quelle che assicuravano un intenso passaggio di potenziali clienti. Uno dei casi più noti e scandalosi era quello del mercato dietro a piazzale Flaminio, che godeva dell’uscita della ferrovia Roma Viterbo e della metropolitana A, situato in uno dei luoghi più prestigiosi di Roma, a pochi metri dall’ingresso di Villa Borghese, la più celebrata e maltrattata villa storica di Roma. Solo negli ultimi anni Villa borghese, per merito di una serie di interventi, tra i quali l’eliminazione delle bancarelle, l’allontanamento del traffico motorizzato e una serie di restauri ha acquistato nuovo splendore.
Le soluzioni per la ricollocazione di una parte delle bancarelle, che ha previsto l’eliminazione di quelle abusive sono state molteplici e diversificate a seconda di cosa potevano offrire i diversi quartieri di Roma.
In Prati la soluzione è stata quasi ovvia, ai gestori delle bancarelle autorizzate sono state offerte postazioni nel mercato di piazza dell’Unità, da tempo in crisi per abbandono dei gestori di numerosi banchi, a causa della progressiva diminuzione dei clienti, catturati dallo sviluppo della vendita a domicilio dei produttori locali e dall’enorme sviluppo di attività di Pick your own, campi, orti urbani dove le persone si raccolgono e pesano autonomamente prima di acquistarli verdura e frutta, secondo modalità importate dal mondo anglosassone.
Le tariffe delle postazioni nel mercato di piazza dell’Unità sono state abbassate per tutti, dando nuovo impulso a questo mercato storico, che ha cambiato un po’ il suo volto, diversificando i prodotti in vendita e ospitando nuove attività, tra le quali corsi di artigianato legato al cibo, al giardinaggio, all’abbigliamento, ecc.
Anche in altri quartieri mercati al coperto sono stati utilizzati per la ricollocazione delle bancarelle autorizzate e dove i mercati non c’erano, o erano insufficienti, sono stati individuati spazi coperti inutilizzati, che sono stati attrezzati per questo scopo.
Mai più da allora si sono visti venditori all’aperto, esposti al freddo invernale e al caldo estivo, Il controllo è stato ferreo e le multe molto salate.
La scomparsa delle bancarelle ha migliorato molto la qualità dell’offerta delle merci dei negozi, che non più ossessionati dalla concorrenza davanti alla porta, hanno fatto ogni sforzo per il miglioramento della qualità dei loro prodotti. Via Ottaviano nota in passato per merci di bassa qualità è diventata una delle passeggiate più eleganti di Roma.

 

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