Scenario futuro della Biblioteca “Giordano Bruno”


AUTORE: Guglielmina Di Girolamo

 

LA BIBLIOTECA GIORDANO BRUNO UN PERCORSO DI AUTOCOSCIENZA

Non mi sgorga né dall’animo né dalla mente un’ adeguata ” fantasia” adatta a delineare la “Biblioteca Giordano Bruno” che vorrei e che mi aspetto, dopo il lungo itinerario che ne ha configurato il profilo di “servizio culturale” in attesa, ormai più che trentennale, di adeguata e stabile collocazione.
È dall’anno della sua fondazione (1979) che la cittadinanza, gli utenti e gli operatori rappresentano alle autorità competenti e di riferimento l’inadeguatezza degli spazi e la carenza di personale sempre più esiguo. Sono poco propensa ad ideare, con il supporto della mia visionaria fantasia, uno spazio adeguatamente pensato e condiviso per conferire la dovuta dignità ad un patrimonio di studio e di memoria che, per molta parte, è ancora “ospitato”, si fa per dire, con constante rischio di sfratto, negli scantinati degli edifici scolastici limitrofi a Via Giordano Bruno.
Il lungo itinerario di promesse mendaci e disattese, da parte di qualsiasi amministrazione, a qualsiasi partito appartenga, parla da sé.
Perciò non ho voglia di prefigurare spazi, infrastrutture e opportunità che nell’insieme chiamasi biblioteca.
sento che il tempo verbale che potrei usare in un percorso fantastico, che tale rimarrebbe, è quello dell’imperfetto aoristo del “C’era una volta” o di un ancor più vago ed incerto futuro del “Ci sarà una volta” (forse!!).

Nel fare sopralluoghi prima ai locali della XVII circoscrizione in via del Falco, poi al mercato dei Fiori, ai piani superiori del mercato di via Sabotino, o alle aule vuote della scuola Cairoli o alle caserme anch’esse vuote, mi viene spontaneo pensare questi spazi riempiti da una sorta di organismo complesso policulturale che inglobi lettura, dibattito, cinema, studio dell’italiano per gli stranieri, incontri di varia natura, e sogno un luogo dove lo spazio è pensato e realizzato per una crescita civile della zona e dei suoi abitanti.
Penso gli spazi vuoti soprastanti il mercato di Via Andrea Doria, con le sue lunghe gallerie laterali (pare abusive- ma nessuno se ne è accorto mentre le costruivano?) ridotte ora a totale degrado, sporche e rese fatiscenti dalla sporcizia e non più adeguate a qualsiasi uso pubblico o privato senza ulteriore e cospicua spesa. Li, una volta risanati gli ambienti, sarebbe pensabile la collocazione di una biblioteca polivalente. Ci sono spazi interni ed esterni, ascensori, porte e scale di sicurezza, e allora cosa devo fantasticare?
Potrei sognare, intorno a quell’edificio, negli spazi vacui e senza scopi, estesi giardini che giungono fino alle mura Vaticane, in ideale saldatura con i Musei Vaticani; e che tocchino le pendici di Monte Mario fino a congiungere l’antica via Francigena con Piazzale Clodio, Villa Mazzanti ecc.
Ma si sa: i sogni muoiono all’alba e la sfilacciata realtà ci balza addosso aspra come un colpo di tramontana.

Allego a questo mio disincanto le foto del mercato Trionfale (si sarebbero potute allegare anche quelle degli altri spazi lasciati al degrado).

2.

 

Il mercato è una delle possibili soluzioni. Sogno anche un luogo rapportabile, sia pure molto lontanamente all’antica Biblioteca di Alessandria e alle sue funzioni di uso, produzione e conservazione delle culture. Anche quella biblioteca ha ricevuto ben quattro volte l’insulto delle distruzioni. Ora, hic et nunc, speriamo bene!

alessandria-biblioteca
Importante è perseverare nell’impegno, mentre ci auguriamo amministratori attenti, veritieri e sensibili (ma è forse questo il vero sogno?).
Forse questo è l’unico immaginario possibile oggi in questo contesto.

 

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