Scenario futuro della mobilità nel quartiere Prati


AUTORE: Francesca Sartogo

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MUOVERSI A ZERO EMISSIONI

E’ passato tanto tempo dalla proposta di legge del programma nazionale per favorire gli spostamenti  “casa lavoro” e soprattutto “casa scuola” e  promuovere le disposizioni per la green economy ( DM 221 /2015 collegato alla legge di stabilità 1014)

Oggi finalmente si sta riconquistando un nuovo sistema per la mobilità alternativa  a bassa emissione che contribuisce a migliorare la qualità dell’aria e la vivibilità del quartiere. Varie iniziative nazionali ed europee hanno contribuito a programmi di sicurezza stradale di acquisizione di spazi urbani congestionati e prima adoperati solo per il traffico e la sosta delle autovetture private  e mezzi pubblici inadeguati.

Molti spazi occupati dalle automobili stanno  finalmente ritornando disponibili alla popolazione e alla città.
Iniziative come “pedibus,  byke to school,  la sfida europea della ciclabilità nelle città ecc, ecc hanno prodotto nel nostro quartiere un sistema di condivisione auto/ pedone /bicicletta, laboratori di educazione  e maggiore sicurezza stradale. Sono state create isole ambientali ove sono molto aumentate le zone con velocità limitata a 20/30 km /h e soprattutto delle disposizioni drastiche per la proibizione della sosta dei veicoli presso le scuole e il circuito protetto delle zone a domanda debole  ( handicap bambini e anziani).

BIKE TO SCHOOL ! ANDIAMO A SCUOLA IN BICI ! 
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Sono aumentati i servizi di “bike e car sharing” a motorizzazione di mezzi pubblici e privati a trazione elettrica o ibrida, idrogeno e altri sistemi ecologici.
Sono aumentate le piste ciclabili spesso a sostituire spazi allora occupati da circuiti carrabili,  parcheggi abusivi o vasti parcheggi di scambio su piazze e strade alberate e aiole verdi.

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bambini hanno progettato i loro percorsi pedonali e ciclabili per raggiungere la scuola..

Soprattutto si assiste ad un aumento della circolazione pedonale dei cittadini  che hanno riacquistato una dimensione più sana, più sicura e più piacevole lungo il Tevere, lungo le strade ombreggiate e ventilate ove è più facile incontrarsi e creare una più stretta partecipazione urbana.
Si sono finalmente ripristinate passeggiate slow e partecipative in un quartiere aperto e solidale.

La mobilità alternativa  diviene struttura portante del quartiere. Ma perché l’operazione non diventi solo un esperimento momentaneo, ma invece una pratica duratura nel tempo, il progetto ha tenuto conto dei valori estetici e di attrazione collettiva delle strutture delegate alla mobilità alternativa. Per lasciare a casa o nei parcheggi periferici l’automobile privata (il proprio feticcio del secolo), il cittadino deve trovare validi ragioni per farlo. Il microclima locale gioca certamente a favore di queste motivazioni. Le automobili d’estate diventano un forno e per piccoli tragitti neanche l’aria condizionata riesce a raffrescarle, mentre passeggiare in un viale alberato con il fresco del vento e dell’’acqua è certamente più piacevole e salutare.

La circolazione della mobilità diventa strettamente legata e coerente con il disegno bioclimatico della struttura urbanistica ed edilizia dell’area. Viene suddivisa in due diverse tipologie di fruizione : la prima comprende i “percorsi e gli spazi mentalmente chiusi più veloci, tipici delle persone che hanno fretta, chiuse nelle proprie automobili o sulle motociclette e che hanno fretta e non hanno tempo per comunicare; la seconda invece si articola nei “ percorsi e spazi mentalmente aperti” più flessibili, disegnati per la sosta, per modalità più lente come il passeggiare in un parco, andare in bicicletta,  aperti a varie funzioni, tipici dello shopping, alla “comunicazione”  delle piazze cittadine, dei vicoli commerciali, dei luoghi d’incontro, dei caffè, delle pizzerie, dei giardini urbani, dello sport e dei giochi per i bambini.

Per l’articolazione della seconda tipologia, molto più complessa degli “spazi e percorsi mentalmente aperti” sarà dedicata una maggior cura ed attenzione; essa è stata organizzata lungo gli assi delle strade divenute spine bioclimatiche”, o“corridoi del vento”, nella fruibilità passante delle “corti condominiali, per passare allo spazio più grande e flessibile del “salotto verde urbano” di “viale Mazzini” e del paesaggio del”Tevere”, posti in posizione centrale del quartiere.

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