Scenario futuro di piazzale Clodio


AUTORE: Elena Mortola

Non vedevo più  piazzale Clodio da molto tempo. Arrivata alla fine di viale Mazzini, mi accorgo subito  del grande cambiamento che è avvenuto negli ultimi anni.
Le due carreggiate ai bordi del viale lasciano libero dalle auto in sosta il grande spazio verde centrale che ha come sfondo una parete verde, dalla quale fuoriescono tre cascatelle (Figura 1) che alimentano un piccolo lago  circondato da sedute e da un prato, che ricorda quello della fontana di piazza Mazzini (Figura 2).

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Fig. 1                                                                       Fig. 2

Alle spalle della parete c’è un tratto di strada con due carreggiate, che le auto percorrono nei due sensi di marcia opposti. Dalle due carreggiate affiancate si diramano gli svincoli che le collegano con via Falcone e Borsellino. A esse sono anche collegate le due carreggiate a senso unico di viale Mazzini (Figura 3).

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Fig. 3

La massima velocità di circolazione per tutti i mezzi a motore che transitano lungo tutta la Circonvallazione è pari a 50 km/h. Si tratta di una strada molto trafficata, che costituisce una vera barriera per chi vuole proseguire per Monte Mario.
In prossimità di via Dardanelli ci sono due semafori ravvicinati “a chiamata”, che consentono alle persone di raggiungere facilmente via Teulada e l’adiacente spazio verde , attrezzato con giochi per i bambini e servizi per gli adulti.

 

Gli spazi di gioco e il percorso vita

In vicinanza dei due ingressi di via Teulada c’è uno spazio “naturale” destinato al gioco dei bambini, ricco di alberi, con luoghi semi-nascosti protetti da cespugli, e collinette – con scivoli, risalite, piccole capanne, pergole fiorite e labirinti – che racchiudono al loro interno spazi coperti. Mi viene di pensare che finalmente qualcuno si è accorto che i bambini preferiscono giocare in un ambiente naturale e con giochi di legno! (Figure 4-7)

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Fig.4

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Fig. 5-7

Dopo lo spazio per i bambini, incontro una serie di “percorsi  vita” adatti a ragazzi e adulti. “Finalmente – penso – ecco un’opportunità di fare ginnastica all’aria aperta, in compagnia di altre persone, e non all’interno di qualche palestra al chiuso!”. Vedo alcuni amici che si divertono molto a fare i loro esercizi (Figura 8)

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La grande fontana

Ai lati della grande fontana, dopo la strada che circonda il lago, osservo gli stalli dei capolinea degli autobus, sul lato sinistro del piazzale (guardando Monte Mario da viale Mazzini), e alcuni parcheggi localizzati nel lato destro.
Mi siedo vicino alla fontana, sul muretto che circonda il piccolo lago: intorno a me c’è un prato verde dove sono sdraiate molte persone.
E’ giugno e fa caldo: vicino all’acqua e sotto i grandi alberi si sta bene, al fresco. Alcuni bambini guardano meravigliati il laghetto e forse hanno voglia di buttarsi in acqua!
L’acqua è molto bassa e non rappresenta un pericolo per nessuno, neanche per i bambini più piccoli. Il ricambio dell’acqua è molto rapido, per cui il laghetto è sempre pulito e trasparente.
Ai lati del muro ci sono degli attrezzi che servono ai membri di un’associazione di curare la vegetazione circostante e di raccogliere le cartacce che qualcuno butta nell’acqua. Ma il laghetto è troppo bello per essere sporcato: anche i bambini ora lo difendono e protestano con chi lo sporca!

Il laghetto è circondato da grandi alberi che attenuano i rumori del traffico e riducono l’inquinamento atmosferico, assorbendo in parte i gas esausti prodotti  dalle auto.
Chissà se De Vico, a suo tempo, aveva già pensato di realizzare  qualcosa di simile!

Allegato alle Figure da 4 a 7

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Allegato alla Figura 8

Benessere all’aria aperta:  le quindici tappe del percorso vita

Per tenersi in forma, esercizi a corpo libero e con attrezzi lungo un percorso di 1,5 km tutto nel verde. La moda viene dal Nord Europa, ma ha preso piede anche in Italia.
Siete ancora in città, come la maggioranza degli italiani, e vorreste mantenervi in forma o magari ritrovarla, ma la corsa non fa per voi e di rinchiudervi tra le quattro mura di una palestra neanche se ne parla, ecco allora la giusta soluzione: il percorso vita. Un articolato, divertente ed efficace programma di esercizi che contemporaneamente sviluppano potenza, agilità e resistenza, creato dalla collaborazione di cardiologi, dietisti e laureati in scienze motorie, da praticare all’aria aperta

 

Alcuni esercizi da praticare in un percorso vita

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Un workout a tappe — Diffusissimi da anni in tutta Europa, specie in Svizzera, Germania e Paesi Scandinavi, ma ormai da tempo anche in Italia, i percorsi vita non sono altro che un circuito di circa un chilometro e mezzo o due che, disegnato nel verde, prevede una serie di tappe distanziate tra loro di un centinaio di metri. Dopo una prima tappa di riscaldamento, le successive indicano ognuna un diverso tipo di esercizio, da eseguire a corpo libero oppure con l’ausilio di attrezzature specifiche (sbarre, pali, panche, scalini, cavalline etc.) collocate lungo il percorso. Ogni postazione è caratterizzata dalla presenza di un cartello che spiega dettagliatamente come eseguire correttamente l’esercizio e per quante volte, in funzione dell’età e del livello di preparazione dell’atleta. Le varie stazioni, solitamente 15, si raggiungono correndo a bassa – media velocità, respirando profondamente per recuperare in vista della successiva sosta di lavoro. Un training che, prevedendo un continuo salire e scendere delle pulsazioni, pur mantenendole sempre nella fase aerobica, rafforza il sistema cardiocircolatorio e permette di bruciare molte calorie, specie quelle provenienti dalle riserve di grasso.

 

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