Scenario futuro di Villa Mazzanti e percorsi ciclabili


AUTORE: Roberta Catucci

Io amo la bicicletta e la cosa che mi preoccupa di più dell’invecchiare  è non poterci più salire sopra e scorrazzare libera per la città.
E allora mi appiglio ai ricordi d’infanzia quando d’estate, nel paese dove mia madre è nata, vedevo passare avanti e indietro in bicicletta un suo vecchio zio e anche un vicino di casa, reduce dalla guerra in Russia, con le “gambe di legno”.

Quindi non perdo la speranza e immagino … posso.

Immagino di tornare dopo molti anni ad abitare nella mia piccola casetta di via Durazzo e di cominciare una nuova vita. D’altronde qui non mi manca nulla di quello che mi serve: al mattino presto (sono diventata mattiniera, chi l’avrebbe mai detto?)esco in bicicletta e mi reco al vicino parco di Villa Mazzanti, lego la bici a una delle rastrelliere all’interno del casale dove si svolgono tante belle attività nel pomeriggio e vado  a fare una bella passeggiata a passo svelto fin su alla villa per riattivarmi e ossigenarmi nel verde; poi da lì lungo la ciclabile mi fermo a guardare dei ragazzi che praticano parkour e arrampicata in un centro attrezzato, poi proseguo fin dentro il parco di via Teulada e lì mi fermo a fare colazione ai tavolini del chiosco bar dando un’occhiata ai giornali. Poi al lavoro nei campi: l’orto mi aspetta lì in fondo, ai piedi del monte. Oggi rimuovo un po’ la terra, do un po’ d’acqua perché è tanto che non piove e tolgo un po’ di erbacce. Qualche pomodoro e qualche zucchina da raccogliere c’è: il pranzo è assicurato. Torno a casa a preparare. Un riposino dopo pranzo ci vuole, ormai ho una certa e poi oggi pomeriggio al centro civico di p.zza Bainsizza si balla! Riprendo la mia bici e aggancio la ciclabile di viale angelico che mi porta fin là. Per fortuna l’attraversamento di circ.ne Clodia al semaforo è diventato molto più sicuro grazie ai dissuasori che riducono la velocità delle macchine che arrivano a bomba dal foro italico e da p.le Clodio rendendo più sicuro anche l’asilo nido di p.zza Maresciallo Giardino.

Domani pomeriggio invece vado a una delle mie imperdibili lezioni di yoga al casale di villa Mazzanti che è sempre molto frequentato da visitatori del parco di monte mario che arrivano lì in bici o a piedi  e da allievi dei vari corsi e seminari tenuti dalle varie associazioni che hanno sede nel casale. Il costo dei corsi è accessibile a tutti perché gli spazi sono concessi dal comune alle associazioni a un prezzo equo. Anche le auto di chi per vari motivi non può arrivare lì con altri mezzi trova posto in un parcheggio che di solito si riempie solo in caso di grandi eventi sportivi che si svolgono negli impianti del foro italico.

Arrivano lì anche tanti ragazzi per studiare nella sala lettura immersa nel silenzio del luogo e tanti altri utilizzano gli spazi destinati al coworking sempre concessi a prezzi abbordabili.
Di pomeriggio il parco, curatissimo dai ragazzi delle associazioni che hanno gli spazi in concessione, pullula di bambini appena usciti da scuola che si scatenano liberi tra i vari giochi e il ricordo corre subito ai tempi in cui anche io portavo i miei piccoli lì quasi tutti i giorni.

Sono contenta che quel luogo del cuore, lasciato in stato d’abbandono per tanti anni, abbia ricominciato a pulsare.

Certo, ora che le giornate sono lunghe e le temperature ideali posso godere di tutto questo con una certa libertà ma non mi preoccupo troppo perché ho appena saputo che alcune associazioni del centro civico hanno organizzato un servizio di navette elettriche per prendere e riaccompagnare le persone della zona che per motivi diversi hanno difficoltà a raggiungere il centro o a ritornare a casa. L’inverno quindi, quando il buio e il freddo prenderanno il posto di queste belle giornate, se non potrò andare a piedi o in bici so che non dovrò per forza rimanere a casa e rinunciare alle occasioni interessanti organizzate dal centro.

Anche raggiungere il Maxxi e l’Auditorium non sarà un problema prendendo il tram circolare che transita su viale angelico e passa sul ponte della musica.

Ma ora il tempo lo permette e posso arrivare lì con la mia vecchia bici sempre prendendo la ciclabile di viale angelico ma in direzione tevere, passando il ponte e proseguendo su quella di via guido reni. Oppure, se la giornata è molto assolata, posso costeggiare il tevere sulla ciclabile sotto i platani: ora il marciapiede è stato raddoppiato dato che le auto in circolazione non hanno più bisogno di tanto spazio. Così le biciclette passano dall’altro lato degli alberi lasciando ai pedoni e alle panchine il lato più panoramico. Giù sulla banchina del fiume c’è gente che pesca, che corre, che legge o, assorta, contempla e pensa. Scendo da una rampa e su uno dei barconi attrezzati a bar ristorante prendo una granita sdraiata al sole, tanto sul fiume c’è sempre una bella arietta. Poi, se mi va, continuo sulla ciclabile lungo la banchina che nel pomeriggio è in ombra altrimenti resto sul barcone ad ascoltare un ragazzo che suona il sassofono.

Buona vita a tutti!

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