Scenario futuro per un quartiere delle scuole e dei bambini


AUTORE: Francesca Sartogo

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E’ una mattinata di primavera, fresca e piena di sole. Io sono tornata a viale Carso nella mia casa, mi alzo e raggiungo il mio vecchio studio a pianoterra a livello strada: è di nuovo pieno di giovani architetti che progettano le nuove architetture verdi e sostenibili. C’è Isabella la figlia del prof. Valerio Calderaro, Saveria e Valentina che sono tornate dalla Calabria e dalla Cambogia. “Francesca ben tornata, sai qui molte cose sono cambiate” e mi accompagnano a fare un giro per il nostro bel quartiere.

La sfida del Clima – Ia salute e il benessere urbano

Lo smog e l’isola di calore di un tempo, dovute al cattivo uso degli impianti termici e della circolazione automobilistica stanno gradualmente dileguandosi. La campagna della Comunità Europea per il risparmio energetico e la conversione delle case ad emissione zero hanno innescato una nuova consapevolezza. Gli orribili “condizionatori d’aria” sono spariti dalle facciate delle case e soprattutto dall’interno dei cortili ed al loro posto sono rifioriti gli alberi e i giardini negli ampi cortili del 900, e i balconi si sono riempiti di fiori e di piante verdi: l’aria e di nuovo più carica di ossigeno e più respirabile.

Tutte le case producono il loro fabbisogno energetico per il riscaldamento, il raffrescamento, l’illuminazione attraverso tecnologie locali fondate sulle “Energie Rinnovabili” e lo distribuiscono nei condomini, nei gruppi di isolati , secondo sottostazioni e reti locali. Isabella mi mostra alcuni terrazzi coperti da tegole ceramiche solari fotovoltaiche, qua e la piccoli areo generatori eolici, pompe di calore geotermiche e varie altre innovazioni tecnologiche.

Il Microclima del quartiere Prati- delle Vittorie

Ma non basta il grande lavoro per il benessere e il comfort urbano è a livello urbanistico. Si sta recuperando l’importante microclima che ha prodotto il primitivo disegno dell’impianto di questo brano di città nato ai margini del Vaticano nei Prati di Castello. L’interrelazione tra la collina alberata del Monte Mario, la brezza costante proveniente dal mare ( il ponentino romano) e il tracciato del Fiume Tevere è la chiave di questo importante regime termodinamico. Esso si articola, potenziando il flusso della brezza costante dominante del ponentino e si incunea lungo le strade che dalle pendici del crinale si orientano verso il Tevere creando, con il concorso delle loro larghe dimensioni e l’ausilio delle aiole e giardini alberati e verdi, dei “veri canali di ventilazione” di aria più fresca e pulita capaci di ridurre o mitigare smog inquinamenti e zone di calore.

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Le Scuole

Le scuole, cosi numerose nel nostro quartiere, sono la più importante struttura sociale e culturale del quartiere; per questa ragione oggi sono stati potenziati i loro collegamenti attraverso circuiti pedonabili e ciclabili sempre più ventilati, sani, protetti e sicuri perché i percorsi dei bambini sono diventati determinanti nelle scelte del traffico e degli spazi della mobilità carrabile pubblica e privata.

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Acquisita una migliore qualità atmosferica e termica oggi si sono conquistati per i bambini sempre più spazi possibili per passeggiare, incontrarsi e giocare. nel tracciato degli slarghi, delle piazze urbane e delle zone verdi grandi e piccole del quartiere. Se il tracciato della grande aiuola verde di Viale Mazzini, divenuta ormai un autentico Parco Urbano, è stato oggetto di restauro e maggiore cura nel verde e nei suoi elementi architettonici storici, anche i più piccoli giardini alberati delle più importanti strade bioclimatiche, quasi sempre a carattere residenziali, sono oggetto di nuova cura e manutenzione. In queste particolari vie bioclimatiche il traffico carrabile è consentito solo ad una velocità di 20 /30km/h e soprattutto sono vietati i parcheggi delle automobili nelle aiole verdi centrali, negli slarghi davanti alle scuole, davanti agli edifici monumentali nelle più importanti polarità urbane.( ad es. Via dei Prestinari, via Achille Papa, via Monte Zebio, Piazza Randaccio, piazza Monte Grappa, Piazza Strozzi, Piazza dei Quiriti ecc . ecc). ove sono aumentate le zone pedonali e ciclabili. Sono vietate le occupazioni di suolo pubblico per parcheggi di scambio all’interno delle zone residenziali e dei percorsi scolastici mentre essi sono consentiti e concentrati intorno all’ingresso settentrionale del quartiere, verso lo stadio Olimpico e il largo piazzale del Maresciallo Giardina.

Recuperi di nuove aree verdi di quartiere.

ATAC
Sull’area dell’ex deposito ATAC di Piazza Bainsizza, il Comune ha accettato il progetto partecipato presentato dai cittadini e in questo momento sono in atto lavori per la realizzazione di un’oasi verde culturale attrezzata, pur conservando le attuali volumetrie sociali esistenti con funzione di polarità bioclimatica urbana.

TEULADA

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Sull’area del Parco di via Teulada è in atto un importante esempio di partecipazione dei cittadini a cui è stata dal Comune dalla Regione e dal Parco di Monte Mario concessa la delicata delega della sua amministrazione e gestione. Oggi è tutto in costruzione, ma è già un piccolo paradiso frequentatissimo dai bambini che ci arrivano in bicicletta, possono correre e giocare in un ‘area  verde e alberata raffrescata dal ponentino romano, dove è in atto la cultura di un orto didattico di frutta e culture biologiche, e vengono raccontate e messe in evidenza le caratteristiche delle biodiversità delle varie piante, erbe e animali locali. Nel casale Strozzi si sta prevedendo con l’aiuto dell’Ente Regionale di Roma Natura una mostra e una biblioteca permanente, corsi, proiezioni e conferenze su questi argomenti. Si raccolgono in maniera ordinata i rifiuti e i residui delle potature legnose e vegetali a vantaggio di una piccola centrale per la illuminazione e il fabbisogno energetico del Parco. Si raccoglie, in cisterne superficiali,  l’acqua piovana per il fabbisogno della gestione irrigua del l’orto e del parco e la distribuzione di fontane e  fontanelle di acqua per i bambini.

IL TEVERE  

Valentina infine mi accompagna sulla pista ciclabile del Lungotevere  della Vittoria e mi mostra il nuovo panorama paesaggistico delle sponde del fiume Tevere: l’area è diventata un vero giardino dove si può passeggiare , andare in bicicletta, fare molti sport e soprattutto è molto curata e ripristinata la primitiva biodiversità della fauna e della flora locale. E’ sparito il vecchio deposito di automobili usate lungo l’argine del fiume e si è ripristinata una nuova zona verde; la passeggiata e pista ciclabile ci fanno raggiungere il “Ponte della Musica”, importante simbolo ecologico, che unisce da una parte l’Auditorium, il Museo del Maxi e il quartiere della Città della Musica in costruzione, e dall’altra parte il vasto Parco di Monte Mario.

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Le Case

Il tessuto edilizio delle case, che si attesta su questa trama di “canali del vento e degli spazi verdi”, è a sua volta perfettamente orientato secondo le risorse microclimatiche del quartiere: le sue caratteristiche e le sue qualità sono esemplari sia nelle tipologie dei villini, che in quelle delle palazzine o in quelle degli edifici plurifamiliari con piccole e grandi corti interne. Valentina mi indica alcuni esempi in viale Carso di edifici di una lottizzazione 900 esca di una cooperativa di privati cittadini e firmata da un illustre architetto dell’epoca, e che ancora conserva intatte volumetrie, funzioni e caratteristiche architettoniche.7

Valentina mi mostra anche uno straordinario lavoro di catalogazione promosso e pubblicato da Italia Nostra che però speriamo presto raggiunga la forza di produrre strumenti necessari per la tutela e la salvaguardia di tali importanti esempi della nostra cultura. Mi complimento con Isabella, Saveria e Valentina per la loro attenzione alle caratteristiche e le innovazioni in atto e auguro loro di continuare con grinta su questa strada verso la riqualificazione ambientale della nostra città.


 

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