Come lo vogliamo


Il grande assente di questo periodo  storico è il futuro, quella proiezione in avanti popolata di desideri e di progetti.

                                                   Massimo Barbieri

DAGLI SCENARI FUTURI ALLE LINEE GUIDA

L’obiettivo è  costruire insieme il bene comune e l’interesse generale  lungo un percorso che va dalla visione di un futuro desiderato per una città sostenibile, efficiente e accogliente, alla costruzione di proposte e linee guida condivise, che saranno la base per dialogare con le Istituzioni in merito alle politiche urbane, le scelte urbanistiche e i progetti volti a riqualificare e rigenerare l’ambito urbano.


 

Scenari futuri individuali

Raccontiamo con gli occhi della mente quello che vediamo. Chiunque può raccontare quello che vede usando il linguaggio parlato. 

Un processo di partecipazione, per essere efficace, deve rafforzare nei soggetti coinvolti l’assertività e la fiducia di poter contribuire realmente all’espressione e alla definizione delle proposte che costituiranno l’esito tangibile del processo. Perché ciò avvenga occorre che tutti i partecipanti, a prescindere dalle loro competenze, siano messi nella condizione di esprimere le proprie idee, che possano utilizzare tecniche espressive che ne attivino il potenziale creativo e li rendano capaci di manifestare proposte appropriate e non stereotipate.

Uno scenario futuro (o “visione”) è un “racconto dal futuro”, cioè una prefigurazione dei cambiamenti che ciascuno desidera per i luoghi in cui vive o che frequenta abitualmente.

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Un esempio di scenario elaborato

scheda esempio
E. Mortola, Uno scenario futuro per il quartiere Della Vittoria, 2016

 

 

 

Gli scenari futuri individuali

icone visioning
scenari futuri elaborati dai partecipanti

 

 


Scenario collettivo

Tutte le criticità e le soluzioni prefigurate per risolverle si ricavano dalla lettura degli scenari futuri individuali.

Lo scenario collettivo è un documento organizzato in sezioni, dove ogni sezione descrive una singola criticità con tutte le proposte di soluzione pertinenti.

Lo scenario collettivo è archiviato nel sito e reso accessibile a tutti. Tutti potranno proporre integrazioni o fare rilievi in merito ai suoi contenuti (in particolare, gli autori degli scenari individuali, potranno segnalare ai coordinatori del processo che in esso non sono state riportate, per errore, alcune criticità e/o proposte di soluzione che sono implicitamente presenti nei loro racconti).

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Lo scenario collettivo

scenario collettivo

 

scenario elaborato dal gruppo di lavoro

 

 


Dallo scenario collettivo ai fuochi

Il primo passo di questo percorso consiste nell’adottare una strategia che ci consentirà di gestire agevolmente le relazioni d’incompatibilità e di sinergia potenziale che possono sussistere tra le proposte dello scenario.

La strategia più valida consiste nel suddividere l’insieme delle criticità in sottoinsiemi indipendenti, dove il numero di criticità di ogni sottoinsieme è limitato e le proposte prefigurate per risolverle sono tutte compatibili e non sinergiche con quelle degli altri sottoinsiemi. Questa strategia è particolarmente importante quando le criticità sono numerose e tra le diverse proposte esiste una quantità non irrilevante di relazioni d’incompatibilità e/o sinergia.

Ogni sottosistema è chiamato fuoco. Il termine, utilizzato nell’approccio Strategic Choice (SC), designa una parte di un problema sulla quale conviene focalizzare l’attenzione per risolverla senza che ci si debba preoccupare di sviluppare contestualmente le soluzioni di tutte le altre parti.

Nel seguito faremo uso dei termini e delle locuzioni che sono propri di SC: oltre a fuoco, anche area di decisione (in luogo di  “criticità”) e opzione (in luogo di “proposta di soluzione”).

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I fuochi

Per identificare i fuochi  è preferibile procedere separatamente per ogni quartiere/rione del nostro ambito urbano – quartiere Della Vittoria, quartiere Trionfale e rione Prati – al fine di rendere meno complesso e gravoso il lavoro di identificazione. Per ogni quartiere/rione saranno selezionata le parti dello scenario futuro collettivo che lo riguardano:  da  esse saranno ricavate le aree di decisione e le opzioni  che, con l’aiuto delle procedure già descritte, ci consentiranno di identificare i fuochi che si riferiscono soltanto al quartiere o rione considerato.

Per primi saranno identificati i fuochi del quartiere Della Vittoria: seguiranno quelli del quartiere Trionfale e del rione Prati. Questa articolazione dell’attività di progettazione rischia di trascurare alcuni elementi dello scenario collettivo che riguardano aspetti strategici che non si riferiscono a un singolo quartiere ma a tutto l’ambito urbano, o che riguardano criticità condivise da aree limitrofe di quartieri/rioni diversi. Tutto ciò potrà comportare in seguito un’attività supplementare finalizzata a individuare le aree di decisione e le opzioni che fanno riferimento agli aspetti e alle situazioni di cui sopra, che ci consentiranno di ricavare i fuochi  che ed esse si riferiscono.

Quartiere della Vittoria

Un documento  illustra in dettaglio i fuochi  ottenuti dalle aree di decisione e dalle opzioni ricavate da quelle parti dello scenario collettivo che riguardano specificamente il quartiere. Il documento anticipa anche alcuni passi che consentiranno partecipanti di modificare i fuochi ai tavoli di lavoro, per estenderli a nuovi soggetti renderli utilizzabili  per redigere delle linee guida (vedi).

Quartiere Trionfale

(in corso di elaborazione)

Rione Prati

(in corso di elaborazione)

Aspetti strategici e criticitài condivise

(in corso di elaborazione)

 


Tavoli di lavoro e linee guida

Ai tavoli di lavoro è assegnato il compito d’identificare le linee guida volte a orientare le politiche urbane, le scelte urbanistiche e i progetti che aiuteranno a riqualificare e rigenerare l’ambito urbano considerato.

I tavoli non scelgono le problematiche da trattare in modo empirico, ma lavorano sui singoli fuochi. Grazie alla loro indipendenza, ogni tavolo potrà operare in modo sostanzialmente autonomo per identificare le linee guida che attengono soltanto ai fuochi di loro pertinenza.

Ogni partecipante può decidere liberamente il tavolo di cui fare parte. Prima d’iniziare le attività, il tavolo sceglie le regole di comportamento e s’impegna a rispettarle per tutta la durata del processo. I soggetti territoriali che fossero interessati alle problematiche di uno specifico fuoco potranno chiedere di partecipare del tavolo di lavoro pertinente per proporre nuove opzioni  o per integrare quelle esistenti.
Ogni tavolo lavora contestualmente sulle opzioni di tutte le aree di decisione del fuoco.

I membri del tavolo, con l’aiuto del metodo CC (Confronto Creativo), rielaborano le opzioni che sono incompatibili per ragioni di natura assiologica: sfruttando le diverse priorità dei proponenti, creano nuove soluzioni “a somma positiva” che realizzano reali e vicendevoli guadagni.

Il passo successivo consente a ogni tavolo di lavoro di stimare l’efficacia delle opzioni del fuoco, così rielaborate, con un metodo multicriteri (mutuato da SC) o con un metodo multiattori (o valutazione “diretta”).

 

Il documento delle linee guida

In ogni sezione del documento sono riportate le opzioni che riguardano tutte le problematiche (aree di decisione) di uno specifico fuoco.

A ogni problematica è associata l’opzione più efficace (o principale). A essa ne seguono talvolta altre di efficacia minore – elencate in ordine di efficacia decrescente – che corrispondono ad altrettante opzioni compatibili o sinergiche con l’opzione principale della problematica di riferimento.

è importante osservare che i criteri utilizzati per valutare le opzioni non riguardano affatto la loro fattibilità (politica, economico-finanziaria, organizzativa, ecc.), bensì la loro efficacia (ambientale, sociale, storico-culturale, funzionale, ecc.): la fattibilità svolgerà un ruolo fondamentale nella fase successiva (cfr. Come trasformarlo).

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Le linee guida