Metodologia


Il metodo che guida i partecipanti durante tutto il processo partecipato si articola in tre fasi

 

 

1. Nella prima fase (Com’è ora) i partecipanti approfondiscono la conoscenza dei luoghi dell’ambito urbano che deve essere riqualificato e rigenerato.

A questo fine è importante che tutti i partecipanti leggano innanzitutto i documenti riguardanti la storia, l’architettura e l’urbanistica dei quartieri di cui l’ambito è parte – pubblicati nel sito o citati nella bibliografia.

Tutti i partecipanti, dopo avere svolto le indagini di campo necessarie per identificare i luoghi di maggior valore e segnalarne criticità e condizioni di degrado, sono invitati a compilare le schede di diagnosi appositamente predisposte. Le schede possono riguardare sia luoghi specifici, sia problematiche di area vasta riferite a tutto l’ambito o ad alcune sue parti. I luoghi sono evidenziati su una mappa digitale del sito dai flag che consentono a tutti di accedere direttamente alle informazioni contenute nelle schede che a essi si riferiscono.

Il passo successivo riguarda la camminate di quartiere, alle quali tutti sono invitati a partecipare – anche coloro che non avevano compilato le schede di diagnosi – per arricchire le informazioni delle schede stesse ed estenderle alle aree che i partecipanti, nelle indagini di campo precedenti, non avevano preso in considerazione.

2. La fase successiva (Come lo vogliamo) consiste in un percorso che va dalla costruzione di una visione di una città sostenibile, efficiente e accogliente, alla definizione delle linee guida condivise che saranno la base per dialogare con le istituzioni in merito alle politiche urbane, alle scelte urbanistiche e ai progetti volti a riqualificare e rigenerare l’ambito urbano.

Nel primo passo ogni partecipante è invitato a costruire uno scenario futuro individuale (o visione), ovverossia un “racconto dal futuro” nel quale prefigura i cambiamenti che desidera per i luoghi in cui vive o che frequenta abitualmente. Dalla lettura contestuale di tutti gli scenari individuali si ricava lo scenario collettivo, un documento che descrive le diverse criticità dell’ambito assieme alle proposte prefigurate per risolverle. A ogni criticità possono corrispondere più soluzioni, che potranno essere complementari, sinergiche o incompatibili (e dunque alternative).

Nel passo seguente viene messa in atto una strategia che consiste nell’individuare i fuochi del problema, ovverossia gruppi di criticità dello scenario dove le proposte di soluzione sono tutte compatibili e non sinergiche: di conseguenza sarà possibile operare sulle soluzioni proposte dai partecipanti per ogni fuoco in modo indipendente, senza correre il rischio che le politiche, le scelte di piano e i progetti elaborati nel suo ambito possano risultare a posteriori conflittuali con quelli di un altro fuoco.

(N.B. Il termine “fuoco” è utilizzato in Strategic Choice (SC), un approccio integrato alla pianificazione e alla progettazione che aiuta a individuare, strutturare e avviare a soluzione l’insieme dei problemi di un contesto territoriale o urbano caratterizzato da un’elevata complessità, al quale si farà spesso riferimento in quanto segue. Da adesso utilizzeremo i termini e le locuzioni di SC in luogo quelli utilizzati in precedenza: ad esempio, “aree di decisione” e “opzioni”  al posto rispettivamente di “criticità” e “proposte di soluzione”)

Nel terzo passo si costituiscono i tavoli di lavoro, in ognuno dei quali i partecipanti operano contestualmente sulle opzioni di tutte le aree di decisione di uno specifico fuoco. Grazie all’indipendenza dei fuochi, i tavoli potranno operare in modo sostanzialmente autonomo.

I membri di ogni tavolo, con l’aiuto del metodo Confronto Creativo (CC), rielaborano le opzioni che sono incompatibili per ragioni di natura assiologica: sfruttando le diverse priorità dei proponenti, creano nuove soluzioni “a somma positiva” che realizzano reali e vicendevoli guadagni.  Ogni tavolo procede quindi a stimare l’efficacia delle opzioni del fuoco, così rielaborate, con un metodo di valutazione opportuno.

Il passo finale di questa fase consiste nella redazione del documento delle linee guida.

In ogni sezione del documento sono riportate le opzioni che riguardano tutte le aree di decisione di uno specifico fuoco. A ogni area è associata l’opzione più efficace, cui seguono in genere alcune opzioni di efficacia minore, che corrispondono ad altrettante opzioni che sono con essa compatibili o anche sinergiche.

(N.B.  E’ importante rilevare che i criteri utilizzati per valutare le opzioni non riguardano affatto la loro fattibilità, bensì la loro efficacia (ambientale, sociale, storico-culturale, ecc,). La fattibilità svolgerà un ruolo fondamentale nella prossima fase)

3. Questa fase (Come trasformarlo) segna il passaggio dal processo partecipato “dal basso” – gestito autonomamente dai cittadini, dalle associazioni e dai comitati – al processo partecipato istituzionale.

Affinché questo processo possa portare a risultati concreti, occorre che l’amministrazione pubblica adotti un regolamento che sia coerente con le “Linee guida della partecipazione” di Roma partecipa.

Il primo passo comporta l’attivazione di più Forum da parte dell’amministrazione. In ogni Forum – dove il dialogo e lo scambio d’informazioni tra i partecipanti è incoraggiato e facilitato – i cittadini, le autorità pubbliche e gli altri soggetti territoriali interessati sviluppano assieme le politiche urbane, i piani e i progetti prefigurati in una specifica sezione del documento delle linee guida.  I risultati dei Forum sono utilizzati per redigere gli atti d’indirizzo da sottoporre agli organi deliberanti dell’amministrazione competente per l’approvazione finale e la realizzazione.

Poiché tra le opzioni delle linee guida ce ne potrebbero essere alcune che non sono fattibili per mancanza di consenso politico, carenza di risorse economiche ecc., è necessario che il Forum si attivi per eliminare progressivamente le incertezze e risolvere gli eventuali conflitti d’interesse che impediscono di approvarle e realizzarle.

I tempi necessari per eliminare le incertezze e risolvere i conflitti impongono a ogni Forum di operare secondo una logica incrementale: i partecipanti selezionano le opzioni che sono fattibili nell’immediato o a breve termine, rinviando a una fase successiva l’elaborazione dettagliata e l’attuazione di tutte le altre. Le fasi di elaborazione e quelle di realizzazione si alternano fino all’esaurimento di tutte le opzioni preferite. La necessità di procedere in modo incrementale comporta che ogni Forum produca atti d’indirizzo separati e successivi, ognuno dei quali riguarda soltanto le politiche, i piani e i progetti che, al momento, sono fattibili.

Il passo finale consiste nell’articolare ogni atto d’indirizzo in almeno due parti: (i) elenco dei progetti per i quali l’amministrazione dispone delle competenze e delle risorse necessarie per elaborarli e realizzarli; (ii) elenco dei progetti che l’amministrazione è in grado di elaborare solo attivando forme idonee di PPP (Partenariato Pubblico Privato).

Per questi ultimi l’amministrazione bandisce specifici concorsi rivolti ai professionisti e alle imprese che hanno l’interesse e le risorse necessarie per elaborarli e realizzarli. Nei bandi di concorso sono riportati per intero le linee guida (vedi fase 2.) e i relativi atti d’indirizzo, il cui rispetto sarà un requisito che ogni soggetto partecipante avrà l’obbligo di rispettare per vincere il concorso.